Associazione2018-02-14T16:57:46+00:00

Associazione

L’Associazione “Casel de Celarda”, fondata il 4 marzo 2001 da un gruppo di paesani, è un’ associazione di volontariato costituita per promuovere attività di carattere culturale, sociale e civile nell’ambito della popolazione del paese di Celarda, svolgendo attività di promozione ed utilità sociale. L’Associazione è disciplinata da uno Statuto ed è iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale.
Il primo obiettivo è stato recuperare l’edificio dell’ex latteria del paese. Chiuso ormai da oltre trent’anni e in totale abbandono, il tetto del vecchio stabile era sul punto di crollare, la staticità dell’intero edificio era compromessa e le attrezzature al suo interno erano quasi completamente rovinate. Senza un radicale intervento di restauro, un pezzo importante di storia, di testimonianza della cultura rurale locale ed esempio di solidarietà sociale sarebbe andato irrimediabilmente perduto.
Il restauro è stato completo, di tipo conservativo, con il recupero anche dell’intera strumentazione del caseificio recuperandone così anche la sua originale funzionalità. L’antica latteria è ora un “museo dinamico” dove è possibile eseguire dimostrazioni della lavorazione del latte con tecnica tradizionale con, al piano superiore, una sala polifunzionale dov’è possibile tenere dibattiti e conferenze, assistere a proiezioni, allestire mostre e organizzare incontri

Dal 27 settembre 2003, giorno dell’inaugurazione, il casèl è tornato a essere un punto di riferimento (come lo era, per altri scopi, un tempo) e un vanto per la popolazione di Celarda.
Le iniziative proposte dal CASEL DE CELARDA interessano diversi campi (cultura, ambiente, scuola, cooperazione, svago) e l’intento è fornire occasioni per socializzazione e sensibilizzare alla difesa dell’ambiente, al recupero delle tradizioni, della cultura rurale e promuovere quanto d’interessante Celarda offre sia dal punto di vista ambientale, sia storico, sia artistico.
Dal 2009 ha ottenuto dalla Regione Veneto il riconoscimento a “laboratorio artigianale per la lavorazione/trasformazione di latte crudo per dimostrazioni didattiche a scolaresche e/o comitive di persone.
L’associazione “Casel de Celarda” è socio dell’associazione “La Strada dei Formaggi e dei Sapori della Provincia di Belluno”.Attualmente l’associazione conta 113 soci.

Consiglio direttivo

Il Consiglio Direttivo per il triennio 2016-2018 è composto da:

Arnoffi Maurizio (Presidente)
Bianchi Achille (v.Presidente)
Da Mutten Davide (segretario)
Maccagnan Marino (tesoriere)
Arnoffi Giovanna
Arnoffi Remigio
Pellencin Paolo
Scopel Luca
Toigo Mauro

Dove siamo

A Celarda, in provincia di Belluno, a sud delle Vette Feltrine (il raggruppamento più meridionale delle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità), nella parte meridionale del territorio del Comune di Feltre, al confine con il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e a pochi chilometri dal centro cittadino, raggiungibile anche con i mezzi pubblici del servizio urbano.

Celarda è incuneato tra il fiume Piave e il monte Miesna, in un angolo, come acquattato, quasi a preservare la serenità dei suoi abitanti e la bellezza del luogo; non si attraversa per andare oltre, bisogna volerci arrivare; poche sono le auto che percorrono le sue vie e non circolano mezzi pesanti. La tranquillità che questa località offre la si prova sin da quando si lascia la S.R. 348 Feltrina, ad Anzù, proprio sotto il santuario dei SS. Vittore e Corona, per dirigersi verso oriente imboccando la strada comunale che porta a Celarda. Il percorso si snoda sinuoso, in mezzo agli alberi, ai piedi del lato nord Miesna, e pare danzare al ritmo lento delle tranquille acque del rio Celarda (la rosta per gli abitanti del posto) che costeggia e, come d’incanto, fa scordare i rumori e gli odori del traffico appena lasciato. Se la strada la si percorre all’alba, o appena dopo il tramonto, non è raro vederla attraversare da leggiadri caprioli e, più raramente, da cervi che scendono dalle pendici del Miesna per abbeverarsi alla rosta.

La rosta è un piccolo ruscello di acque risorgive che si forma in località Collesei, zona ricca di sorgenti (nel passato era usata come presa per l’acquedotto della frazione di Celarda), nel quale vive la trota, il gambero rosso di fiume e nidifica il germano; è possibile ammirare il volteggiare a filo d’acqua delle libellule e, con un pò di fortuna, la planata maestosa dell’airone.

Il rio accompagna il visitatore fino quasi al centro di questo paesino abitato da poco più di 300 abitanti; all’altezza del casel, con una curva a destra, scompare alla sua vista per ricomparire, come in un gioco a rimpiattino, nella parte bassa del paese, vicino alla chiesa e all’ingresso del Vincheto (riserva naturale di popolamento animale e vegetale).
Da qui la strada prosegue oltre l’abitato, sterrata ed elevata rispetto al corso del rio come se chi vi transita debba sorvegliare che le sue acque, dopo aver dato energia e refrigerio, giungano placidamente a confluire in quelle del fiume Piave.

Storia

L’acqua, in molti posti, oltre che per la vita di tutti i giorni era, ed è, una parte fondamentale dell’economia del luogo. Il rio Celarda (rosta) ha da sempre una grande importanza per il paese: un tempo fonte di energia ed ora luogo di svago, di refrigerio e…di memoria.

Il nucleo originario del paese è infatti quello “sot de l’acqua” e pare costruito in una posizione strategica, situato com’è, oltre l’acqua, le spalle protette dal monte Miesna e l’accesso delle prime abitazioni possibile solo da un’unica porta carraia. Oltre alla chiesa i primi fabbricati sulla riva sinistra della rosta erano pochi; uno di questi, isolato dal paese, era il mulino “…con due ruote…” dei ‘Muner’, censito già nel 1644 e rimasto attivo fino agli anni trenta del ‘900. Vi era anche un altro mulino risalente al 1677 ed in servizio sino al 1959, anno in cui i proprietari decisero di usare l’acqua per una nuova attività: l’allevamento di trote. La strada che univa il mulino dei Muner al paese era il troi dei longar, sentiero alla base del monte che costeggiava la rosta.

All’incirca a metà di questo percorso nel 1895, probabilmente seguendo l’esempio di don Antonio Della Lucia, che nell’agordino fondò la prima cooperativa sociale (1872), su iniziativa di dodici abitanti di Celarda venne costruito un fabbricato per la lavorazione del latte: il casèl. Per sfruttare come forza motrice l’acqua della rosta venne scelto un posto dove l’alveo era particolarmente largo, adatto quindi a creare, all’occorrenza, un invaso, incanalare l’acqua verso una ruota a pale (mola) ed ottenere l’energia necessaria al funzionamento dei macchinari; nel luogo vi è anche una piccola sorgente, il Gorc, e la sua acqua venne fatta entrare, corrente, all’interno dell’edificio per refrigerare il latte. Il piano terra del fabbricato era destinato alla lavorazione del latte ed alla conservazione del prodotto mentre il piano superiore non ha mai avuto una specifica destinazione; è possibile che nelle intenzioni dei costruttori dovesse servire da abitazione per il casaro.

Il casèl si rivelò un’esperienza importante dato che ad esso facevano riferimento anche i contadini dei paesi di Collesei, di Anzù e di Canal. La crescita della latteria rese necessario un atto che ne determinasse la ragione sociale e la proprietà; per questo, il 12 giugno 1936 venne sottoscritto un atto che costituiva una società di fatto: la latteria sociale turnaria di Celarda. La società era formata da 58 soci con 95 azioni (una per vacca) dal valore di £. 120 cadauna, e venne istituito anche un controllo di qualità.

L’attività crebbe e consentì di acquistare (1948) delle nuove e più capienti caldaie (caliere) per la lavorazione del latte(fino a 10 q. giornalieri) per la produzione e la vendita di formaggio e burro.

La nascita della latteria sociale di Busche nel 1954 non creò subito grossi problemi, ma le condizioni migliori che essa offriva (come il pagare il latte) ed i progressivi mutamenti nel mondo del lavoro, sia industriale sia agricolo, con il passare del tempo fecero venir meno la convenienza di continuare ‘con il casèl’.
La sua chiusura avvenne nel 1970.